Il Guscio: Più di 200 Milioni di Anni da Raccontare


 

L’origine di una così complessa struttura anatomica, frutto di decine di milioni di anni di evoluzione, è da sempre stato un rebus per i biologi evoluzionisti di tutto il mondo perché coinvolge una serie di importanti ossa del corpo, quali costole, vertebre toraciche, clavicole e interclavicole, che si sono lentamente modificate nel corso del tempo. Fino al decennio scorso, i resti fossili più antichi degli antenati delle odierne tartarughe risalivano a circa 210 milioni di anni fa e appartenevano alla Proganochelys , una specie che presentava una spessa corazza, sia dorsale che ventrale, a protezione degli organi interni. Un fossile dunque importante ma poco informativo sulle traiettorie evolutive intraprese dal guscio di questi rettili.

Solo nel 2008, con la scoperta di Odontochelys semitestacea, di alcuni milioni di anni più antica, si è andato oltre nella nostra conoscenza sull’origine di questa novità evolutiva: tale specie, infatti, presenta un piastrone completo e solo un abbozzo del carapace dorsale. I ricercatori erano però consapevoli che questa non potesse essere la “prima tartaruga” e che il record fossile fosse ancora piuttosto incompleto.

Un rettile sudafricano ormai estinto ha aiutato a comprendere qualcosa in più sulla misteriosa evoluzione del tipico guscio delle tartarughe. Si tratta dell’eunotosauro (Eunotosaurus africanus), un antico antenato delle tartarughe moderne.

Dall’analisi dei fossili è emerso che la specie estinta possedeva nove costole allargate ma non i muscoli intercostali, esattamente come le tartarughe. La scoperta aiuta a scalare all’indietro le nostre conoscenze sullo sviluppo del guscio di tartaruga di ulteriori trenta-cinquantacinque milioni di anni.

Quindi oggi possiamo dire che Il guscio della tartaruga è una struttura complessa le cui trasformazioni iniziarono oltre 260 milioni di anni fa, nel periodo Permiano.

Il carapace è costituito da circa 50 ossa ed è l’unico guscio che si forma dalla fusione di costole e vertebre. In tutti gli altri animali, i gusci si formano dalle scaglie ossee sulla superficie.

Composizione del guscio

Carapace e piastrone

Il guscio è diviso in due parti; la parte superiore o dorsale, più o meno convessa, viene detta carapace e la parte inferiore o ventrale quasi piatta viene detta piastrone. Queste parti sono unite lungo i lati da un ponte osseo più o meno sviluppato (assente in alcune specie).

Gli scuti

Carapace e piastrone sono composti da piastre ossee rivestite da scuti di cheratina. Quindi avremo sul carapace gli scuti marginali, pleurali, ecc. e nel piastrone gli scuti anali, femorali, ecc. Gli scuti sono la parte del guscio che vediamo, ovvero sono delle protezioni di cheratina che ricoprono e proteggono le ossa che compongono la corazza delle tartarughe. Gli scuti si espandono durante la crescita del guscio, un po’ come le nostre unghie. Inoltre hanno anche una funzione mimetica ed estetica che differenzia le varie specie di tartarughe.

Curiosità

Il guscio delle tartarughe è una meraviglia dell’evoluzione e vi sono diverse specie che ne hanno sviluppato delle peculiarità più uniche che rare.

Tartarughe dal guscio molle

Sono alcune specie d’acqua dolce che hanno il guscio cartilagineo che non presenta scuti

ferox baby-tartamondo

Tartarughe a scatola

Sono tartarughe che per proteggersi chiudono tutto il guscio come una scatola

terrapene carolina bauri

Tartarughe dal morso potente

Queste tartarughe non rientrano nel guscio ma si difendono con morsi potenti

platisternon megacefalum

 


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